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Parto cesareo vs Parto Naturale

Parto naturale o cesareo? Una domanda che spesso vi fate, quasi sempre frutto soltanto di ansie e paure eccessive anche se negli ultimi anni c’è un ritorno al parto naturale, in Italia ancora moltissime donne (o i loro medici) preferiscono quello cesareo. Parliamo di numeri che variano da un anno all’altro, ma che
rappresentano la scelta di quasi un terzo delle mamme italiane. Troppe, se si considera che, secondo
l’Organizzazione Mondiale della Sanità, non sarebbe necessario affatto superare la quota del 15-20% sul
totale.


In effetti non c’è alcuna prova che, nei casi di una gravidanza più o meno normale, il parto cesareo sia più
sicuro di quello naturale. Anzi, trattandosi sempre e comunque di un intervento chirurgico, con la
connessa anestesia (epidurale o generale), sarebbe bene valutare di volta in volta il rapporto
rischi/benefici in ogni singolo caso.


Quando è che, dunque, il parto cesareo è veramente necessario?

Intanto occorre fare una distinzione tra intervento di tipo primario, cioè pianificato, e secondario; in
quest’ultimo caso si tratta di una decisione presa all’ultimo momento, quando si verifica un’emergenza o
una situazione particolare, che rende preferibile optare per una soluzione meno naturale.
Che sia pianificato o meno, questo tipo di parto dovrebbe comunque essere il frutto di motivazioni
esclusivamente mediche, e non di paure o ansie eccessive da parte della madre, che invece potrebbero
essere demolite tramite un semplice colloquio con il ginecologo o con l’ostetrica. Molte future mamme,
tra l’altro, non tengono in conto il fatto che il parto può rappresentare un momento unico nella vita di una donna, da ricordare per sempre, denso di emozioni, che crea già di suo un rapporto speciale con il
neonato. E questo, almeno in parte, è vero in ogni caso, anche a dispetto dell’inevitabile “travaglio”,
escludendo solo quei parti davvero molto stressanti.


Il taglio cesareo, tuttavia, è non solo consigliato, ma necessario in alcune situazioni particolari, come nel
caso di complicazioni durante la gravidanza, di una specifica patologia della mamma o quando il processo della nascita dovesse seguire una strada diversa da quella auspicata.


Per essere più precisi, le più comuni motivazioni mediche che devono spingere a optare per un parto
cesareo sono le seguenti:
– Posizione anomala del bambino, che rende impossibile il parto naturale
– Sproporzione tra le dimensioni del bacino e quelle del bambino
– Placenta che ostruisce il canale del parto
– Distacco della placenta
– Presenza di particolari patologie legate alla gravidanza
– Sieropositività materna
– Infezioni amniotiche
– Parto prematuro
– Patologie del nascituro
– Complicazioni varie in fase di travaglio o di parto


Oltre a questi, ci possono essere degli altri motivi, che possono rendere preferibile, ma non tassativo, un
parto cesareo, come ad esempio la gravidanza multipla o un eccessivo peso del bambino.


Nella pratica il parto cesareo è un vero e proprio intervento chirurgico, che dura in genere da mezz’ora a
tre quarti d’ora e che consente di estrarre il neonato direttamente dall’utero, senza passare per il canale
vaginale. Per effettuare questa operazione è necessario praticare un’incisione sull’addome ed un’altra sulla parete dell’utero.


Naturalmente nel terzo millennio i rischi connessi ad un taglio cesareo sono davvero minimi, così come il
tasso di complicanze. Tuttavia scegliere questa soluzione significa che la neo-mamma deve accettarne in
ogni caso i rischi e le possibili conseguenze, sia per se stessa che per il bambino.
Ad esempio potrebbe sopravvenire un’infezione sulla ferita o si potrebbero verificare delle lesioni a
tessuti, organi e vasi sanguigni limitrofi; ci sono i classici rischi di qualsiasi anestesia e quello di perdere
molto sangue, e naturalmente il dolore post-operatorio può influenzare negativamente i primi giorni da mamma, rendendo a volte impossibile prendersi adeguatamente cura del bambino; e le cicatrici sull’utero
possono rappresentare un rischio in più per eventuali, successive gravidanze.


Questo per quello che riguarda la mamma, mentre per il bambino c’è la possibilità di subire qualche
piccola abrasione o di ritardare lievemente alcune delle sue primissime esperienze, come la respirazione o
l’allattamento. Inoltre alcuni studi sembrerebbero indicare, sebbene non in maniera univoca, che i bambini nati con taglio cesareo siano in seguito più suscettibili alle infezioni e che presentino un sistema
immunitario più “pigro”, oltre a soffrire più frequentemente di allergie e asma.


Viceversa, in tutti i casi in cui è possibile partorire in maniera naturale (che comunque sono o dovrebbero
essere la grande maggioranza), è stato verificato che:
– il dolore post-parto è minore
– le complicazione post-parto sono meno frequenti
– i tempi di recupero e di ricovero della mamma sono minori
– il bambino attiva la funzione respiratoria in maniera più semplice e inizia subito a succhiare il latte
materno

Insomma tutta una serie di vantaggi sia psicologici, sia fisici, che dovrebbero far svanire qualsiasi ansia
ingiustificata nei confronti del parto naturale. E se invece, per qualsiasi motivo, fosse necessario scegliere
una soluzione diversa, l’importante è sempre e solo vivere con la massima serenità questo momento così
importante nella vostra vita e in quella del bambino.

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